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8.8 Impossibile raffreddare un astronauta nel vuoto

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IN BREVE: Non è impossibile: basta trasferire il calore all’apposita riserva d’acqua contenuta negli zaini e poi scaricare l’acqua riscaldata. L’esposizione al vuoto la fa gelare, togliendo ulteriore calore all’astronauta.


IN DETTAGLIO: Sul sito italiano Luogocomune.net si afferma che “non si conosce nessuna tecnologia in grado di raffreddare l’interno di una tuta, chiusa ermeticamente, senza un qualunque compressore/decompressore che si preoccupi di trasformare e disperdere il calore. Bisognerebbe infine spiegare come sia possiblie [sic] disperdere calore direttamente nel vuoto atmosferico.”

Se fosse esatta quest’affermazione, allora sarebbero impossibili tutte le passeggiate spaziali compiute dagli americani, dai russi, dagli europei e dai cinesi negli ultimi cinquant’anni, che avrebbero lo stesso problema di gestione del calore nel vuoto.

Basta leggere la letteratura tecnica per rendersi conto che la tecnologia necessaria esiste eccome ed esisteva anche all’epoca delle missioni Apollo.

Nelle escursioni lunari, il calore generato dall’astronauta veniva smaltito mediante una sotto-tuta aderente, il Liquid Cooling Garment, nella quale circolava acqua, come avviene in alcune tute di piloti e meccanici di Formula Uno. L’acqua riscaldata entrava in uno scambiatore di calore dentro lo zaino dell’astronauta (Figura 8-10), dove cedeva il proprio calore a una riserva d’acqua pari a quattro litri, portati a 5,2 nelle tute delle missioni più avanzate.

Quest’acqua raggiungeva un sublimatore, dove veniva messa lentamente a contatto con il vuoto esterno. Il conseguente calo di pressione, in ossequio alle leggi della fisica, ne abbassava la temperatura: l’acqua ghiacciava sulla superficie esterna del sublimatore e lì si trasformava direttamente da ghiaccio in vapore acqueo, che veniva scaricato all’esterno con un apposito condotto.

Il sistema permetteva di smaltire fino a 2000 BTU/ora (circa 580 W), abbastanza da condizionare uno stanzino e quindi più che sufficiente per tenere fresco un astronauta, tanto che John Young osservò che già la regolazione intermedia lo faceva gelare.