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8.7 I cambi di rullino all’aperto erano impossibili

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IN BREVE: Non erano impossibili: gli astronauti avevano fotocamere apposite che consentivano il cambio di rullino anche in pieno sole e con i guanti della tuta. Era una tecnologia già usata comunemente dai fotografi professionisti. L’operazione è visibile nelle dirette televisive.


IN DETTAGLIO: Secondo alcuni lunacomplottisti è impossibile che gli astronauti potessero cambiare la pellicola delle proprie fotocamere mentre indossavano gli spessissimi guantoni della tuta spaziale e oltretutto all’aperto, in pieno sole. Inoltre nelle registrazioni delle missioni non risulta che rientrassero nel modulo lunare per cambiare rullino. Quindi, si dice, non possono aver fatto tutte le migliaia di fotografie che asseriscono di aver scattato.

La risposta è semplice: le pellicole delle fotocamere Hasselblad utilizzate sulla Luna non erano i classici rullini con delicate linguette da infilare stando al buio o in ombra, ma caricatori sigillati con innesto a scatto sul corpo della fotocamera (Figura 8-6), fatti appositamente per essere cambiati anche alla luce del giorno: una tecnologia che veniva già utilizzata comunemente dai fotografi professionisti dell’epoca per poter cambiare pellicola anche a metà di un rullino.

Non tutte le missioni, comunque, effettuarono cambi di caricatore: per esempio, la missione Apollo 11 ne usò uno solo durante la sua breve escursione lunare.

Maneggiare i caricatori con gli spessi guanti della tuta spaziale non era un problema, dato che erano cubi da 10 centimetri circa (Figura 8-7). Inoltre i caricatori usati sulla Luna furono modificati per dotarli di anelli di presa più grandi del normale, in modo da rendere agevole la rimozione della darkslide (lamina estraibile di protezione della pellicola, Figura 8-8) anche mentre si indossavano i guanti lunari.

Nelle normali fotocamere commerciali che utilizzano un caricatore, la darkslide si rimuove dopo aver montato il caricatore sul corpo della fotocamera, in modo da poter cambiare la pellicola senza che prenda luce anche quando è già stata iniziata. In quelle lunari, invece, bisognava rimuovere la darkslide prima di montare il caricatore. Questa differenza era dovuta alla presenza della reseau plate, ossia il vetrino sul quale erano incise le crocette oggi visibili nelle fotografie lunari.

Questa variazione significava anche che la porzione di pellicola che era visibile durante il cambio di caricatore prendeva luce ed era inutilizzabile, ma questo non era un problema nel caso particolare degli astronauti, che normalmente non cambiavano caricatore prima di averne esaurito completamente la pellicola.

Gli astronauti, inoltre, effettuavano regolarmente tre o quattro scatti a vuoto quando iniziavano un caricatore, proprio per far avanzare la pellicola ed essere sicuri di fare foto su una porzione di pellicola che non aveva preso luce.

La Figura 8-9 mostra un caricatore utilizzato sulla Luna durante la missione Apollo 11. Il confronto con il caricatore di Figura 8-8 permette di notare, sulla destra, l’anello di estrazione della darkslide, che per le missioni Apollo fu reso molto più grande proprio per consentirne l’uso anche mentre gli astronauti indossavano i guanti della tuta spaziale durante le escursioni sulla superficie selenica.