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8.13 Le impronte degli astronauti sono troppo nitide

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IN BREVE: No, sono esattamente come ci si aspetta che siano nel vuoto e nella polvere lunare arida e non levigata.


IN DETTAGLIO: Ralph René e altri sostengono1 che per ottenere impronte nitide nella polvere occorre che la polvere sia umida, altrimenti si ottengono soltanto impronte indistinte. ”Le uniche tracce chiare che possiamo lasciare su una spiaggia sabbiosa, non importa quanto sia grezza o fine la sabbia, sono quelle vicino all’acqua” dice René. Ma sulla Luna non c’è umidità, per cui secondo i lunacomplottisti non si dovrebbero formare impronte così nette come quelle che vediamo nelle foto lunari (Figura 8-18).

Chi sostiene questa tesi non considera che la sabbia, sulla Terra, è soggetta a condizioni ben diverse da quelle lunari. Sul nostro pianeta, i vari agenti atmosferici muovono e rimescolano continuamente i granelli, dando loro superfici lisce che hanno un attrito molto ridotto. Sulla Luna quest’azione levigante non c’è e quindi i granelli della “sabbia“ lunare (tecnicamente si chiama regolite) sono spigolosi e ruvidi e quindi tendono ad incastrarsi fra loro più di quanto faccia la sabbia terrestre. Questo produce una maggiore coesione e quindi impronte più nette.

Anche la forza di gravità che agisce sulla polvere lunare è diversa: è un sesto di quella terrestre, per cui gli accatastamenti di granelli sulla Luna hanno una minore tendenza a crollare. Inoltre la regolite lunare ha una notevole carica elettrostatica, per cui i granelli lunari tendono ad aderire fra loro.

Sulla Terra tutto questo non avviene e un’impronta nella sabbia asciutta collassa. Queste differenze consentono invece alla regolite del suolo lunare di formare impronte molto più nitide della norma terrestre, come confermato anche dalle immagini del suolo lunare trasmesse dalle sonde sovietiche che scesero sulla Luna.

Per ulteriore conferma, la trasmissione statunitense Mythbusters ha collocato in una camera a vuoto un materiale geologicamente identico alla regolite e ha provato a lasciarvi un’impronta, ottenendo un risultato molto simile a quello visibile nelle foto lunari nonostante la gravità sei volte maggiore e l’assenza di elettricità statica significativa (Figura 8-19).