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7.16 Come mai manca il rumore dei motori nell’audio dell’allunaggio?

IN BREVE: Perché i microfoni degli astronauti eano vicinissimi alle loro bocche ed erano fatti apposta per captare solo i suoni vicini e smorzare il rumore ambientale, come quelli dei telefonini o delle cuffie dei piloti degli aerei. Comunque nel vuoto non c’è interazione del getto dei motori con l’aria all’esterno del veicolo, che è la principale causa di rumore.


IN DETTAGLIO: Bill Kaysing, nel suo libro Non siamo mai andati sulla Luna, nota a pagina 207-208 che “parlare vicino un motore a razzo in azione sarebbe impossibile, sia per le vibrazioni che per il volume sonoro sviluppato” e fa la stessa osservazione nel documentario di Fox TV Conspiracy Theory: Did We Land on the Moon?, eppure le registrazioni delle voci degli astronauti delle missioni Apollo durante l’allunaggio e il decollo, mentre i motori sono accesi, sono prive di rumore.


Addirittura, nel Modulo Lunare gli astronauti sono vicinissimi al motore di discesa e hanno letteralmente dentro la cabina quello di risalita, ma nelle comunicazioni radio stranamente non si sente il rumore dei motori.

Questo fatto è apparentemente insolito, ma è invece del tutto normale e non si manifesta soltanto nelle registrazioni delle missioni lunari: il rumore dei motori non c’è neppure nelle registrazioni delle voci degli astronauti che decollavano con gli Shuttle e in quelle dei cosmonauti che volano oggi sulle Soyuz. Anche quando facciamo un viaggio in aereo e il comandante fa un annuncio ai passeggeri, la sua voce non è coperta dal rumore dei motori, anche se quello stesso rumore è udibile nella cabina dei passeggeri.

La spiegazione è semplice: la vicinanza del microfono alla bocca permette alla voce di coprire l’eventuale rumore di fondo, esattamente come nei telefonini. I microfoni usati per le missioni spaziali, in aviazione sono concepiti proprio per funzionare in ambienti rumorosi. Captano soltanto suoni di prossimità e vanno quindi tenuti vicinissimi alla bocca, tanto che l’astronauta Bill Anders (Apollo 8, Figura 7.16-1) li chiamava scherzosamente “tonsillofoni” (“tonsil mike”) perché a suo dire occorreva praticamente metterseli in gola per farli funzionare. Questo consentiva alla voce di coprire il rumore dei motori, ammesso che ce ne fosse. L’asserzione di Kaysing, infatti, è sbagliata: il rumore di un motore di un razzo non è sempre fortissimo come sostiene.


Figura 7.16-1. Bill Anders si prepara per la missione Apollo 8. Si notano i due microfoni ai lati del mento. Foto 68-H-1330.



Inoltre il rumore dei motori di un veicolo spaziale non è di “circa 140-150 decibel” come afferma Kaysing. Infatti quando un motore a razzo viene azionato nel vuoto, il suo getto si espande senza incontrare ostacoli: non colpisce a velocità supersonica un’atmosfera e quindi non produce le onde d’urto che invece generano il fortissimo rumore udibile a terra durante i lanci di grandi vettori.

A detta degli astronauti, sia veterani sia recenti, nello spazio si ode talvolta un botto nell’istante dell’accensione, prima che la combustione si stabilizzi a regime, e si percepiscono vibrazioni, talvolta anche intense, ma a parte questo i motori non fanno granché rumore.