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5.25 Come è possibile che abbiano fatto così tante foto in così poco tempo?

IN BREVE: Perché ne fecero molti a gruppi di 8-12 scatti in rapida successione per formare delle panoramiche. Con questo sistema si arriva in fretta al centinaio di scatti. Lo stesso concetto vale per le altre missioni.


IN DETTAGLIO: Le foto scattate sulla Luna sarebbero troppe rispetto al tempo disponibile agli astronauti: non avrebbero avuto tempo di farne così tante, quindi alcune sono sicuramente false. Questa è la teoria sostenuta, per esempio, da Jack White (The Skeleton in NASA’s Spacesuit, Aulis.com).

White afferma che il tempo totale trascorso sulla Luna dalle varie missioni ammonta a 4834 minuti e che furono scattate in totale 5771 fotografie. Questo equivale a una media di 1,19 foto per ogni minuto di escursione lunare, ossia una foto ogni 50 secondi, a prescindere da tutte le altre attività che gli astronauti dovevano svolgere. Nel caso dell’Apollo 11, addirittura, fu effettuato uno scatto ogni 15 secondi: 121 fotografie, dice White, in 151 minuti.

Esaminiamo quest’ultimo caso, il più clamoroso. I dati presentati da White sono quasi esatti: il caricatore di pellicola usato durante la passeggiata lunare dell’Apollo 11 contiene 123 scatti, non 121 come dice White, fatti all’esterno del modulo lunare (catalogati con i codici da AS11-40-5850 a 5970 più 5882A e 5966A), e l’escursione di Aldrin e Armstrong durò effettivamente due ore e 31 minuti, secondo l’Apollo Definitive Sourcebook.

Ma un conto elementare rivela che 123 foto in 151 minuti non sono “una foto ogni 15 secondi”, ma meno di una foto al minuto. Come fa White ad arrivare a 15 secondi? Facile: introduce “arbitrariamente” (dice proprio così) un valore di due ore, da sottrarre a causa delle altre attività degli astronauti durante l’escursione:

Calcoliamo arbitrariamente un tempo MINIMO per questi compiti e sottraiamolo dal tempo disponibile per le foto.

In originale:

Let’s arbitrarily calculate a MINIMUM time for these tasks and subtract from available photo time.

Perché proprio due ore, e non due e un quarto, o una e mezza? White non fornisce alcuna ragione per la sua scelta di questo dato. È molto facile ottenere risultati impossibili se si alterano i dati a proprio favore introducendo valori arbitrari.

Inoltre White evita di specificare che gli astronauti fecero molti scatti doppi e multipli: due o più foto fatte nello stesso punto, senza perdere tempo a riposizionarsi e riprendere la mira, componendo delle panoramiche. Quando si crea una panoramica è possibile realizzare facilmente una decina di scatti in pochi secondi (provateci con la vostra fotocamera), e questo altera non poco il calcolo del tempo medio. Vediamo alcuni esempi.

  • Le foto da AS11-40-5881 a 5891 (11 scatti, quasi il 10% di tutte le immagini della passeggiata) furono riprese da Buzz Aldrin per formare la panoramica di Figura 5.25a.
  • Le fotografie da AS11-40-5905 a 5916 (12 scatti, il 10% del totale) compongono un’altra panoramica scattata sempre da Aldrin e mostrata in Figura 5.25b.
  • Gli scatti da AS11-40-5930 a 5941 (12 foto) furono fatti da Neil Armstrong per formare la panoramica mostrata in Figura 5.25c.

Figura 5.25a. Panoramica assemblata da David Byrne per l’Apollo Lunar Surface Journal con le foto AS11-40-5881/5891.


Figura 5.25b. Panoramica assemblata da David Byrne per l’Apollo Lunar Surface Journal con le foto AS11-40-5905/5916.



Figura 5.25c. Panoramica assemblata da Brian McInall per l’Apollo Lunar Surface Journal con le foto AS11-40-5930/5941.


Il documento NASA Apollo 11 Preliminary Science Report contiene come Figura 3.15 una mappa che indica il luogo e la direzione di ognuno degli scatti effettuati dagli astronauti della missione Apollo 11 durante la loro escursione sulla superficie lunare fuori dal veicolo (Figura 5.25d). Come si vede, il numero di scatti realizzati in rapida sequenza dalla medesima posizione è davvero notevole.


Figura 5.25d. Mappa delle posizioni e direzioni di ciascuna fotografia scattata durante l’escursione lunare dalla missione Apollo 11.


Oltre alle panoramiche mostrate fin qui, dalla Figura 5-25d si nota che anche le foto dalla 5850 alla 5858 (9 scatti) formano una panoramica e che lo stesso vale per le foto dalla 5954 alla 5961 (8 scatti).

In totale, quindi, nella missione Apollo 11 ben 52 foto su 123 fanno parte di panoramiche nelle quali le immagini furono scattate in rapida sequenza, senza spostarsi e senza rimettere a fuoco fra uno scatto e il successivo.

Lo stesso principio vale anche per le missioni successive, nelle quali gli astronauti non solo scattarono numerose sequenze panoramiche (la Figura 5.25e ne mostra una tratta dall’Apollo 16), ma realizzarono anche molte foto in coppie, per produrre immagini stereoscopiche.


Figura 5.25e. Panoramica assemblata con le foto AS16-113-18313/18330 da Lennie Waugh per l’Apollo Lunar Surface Journal.


Una foto stereoscopica è composta da due scatti eseguiti simultaneamente o a brevissima distanza di tempo da due punti di vista leggermente differenti.

Conoscendo i fatti, non c’è da stupirsi, quindi, che gli astronauti ne abbiano scattate così tante; c’è invece da stupirsi che Jack White, che afferma di essere profondo studioso della materia, non abbia considerato questo fatto ampiamente documentato ed evidente dalle foto stesse.