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4.3.6 I media italiani

Le reti televisive nazionali italiane hanno offerto spazio e risonanza, spesso in modo acritico, alle tesi di cospirazione lunare. Le trasmissioni Voyager (RAI) e Mistero (Mediaset) hanno dedicato intere puntate all’argomento, sia pure fra una storia e l’altra di rapimenti da parte di alieni e di profezie Maya di cataclisma per il 2012.

Roberto Giacobbo conduce una puntata di Voyager (RAI) sui complotti lunari (2009).


Persino trasmissioni solitamente più autorevoli e compassate delle precedenti, come Enigma e La Storia siamo noi, entrambe della RAI, hanno presentato in dettaglio le asserzioni dei cospirazionisti lunari, senza effettuare alcuna verifica preliminare e senza dare pari spazio alle smentite degli esperti, per esempio nella puntata di La Storia siamo noi del 22/8/2006 e nella puntata di Enigma di febbraio 2003.

Della questione s’è occupata anche la rivista specialistica Fotografare, sostenendo decisamente e per anni l’accusa di falsificazione delle fotografie Apollo. L’insolita ragione di una scelta così forte e atipica da parte di una testata apparentemente autorevole e competente nella materia del contendere è descritta nel prossimo capitolo.

Naturalmente non mancano anche i siti Internet italofoni esplicitamente pro-complotto, fortunatamente controbilanciati da siti che smontano le loro argomentazioni. Entrambi gli schieramenti sono citati nella bibliografia alla fine di questo testo.

Le tesi di complotto lunare hanno ispirato anche alcune canzoni italiane, come Non è possibile (2008) del duo Il Genio, che recita fra l’altro “No, non è possibile / che l'uomo sia andato sulla Luna / avete mai visto il ritorno in atmosfera / della capsula Apollo? [...] lo pensano molti scienziati [...] Ciò che mi riesce incredibile / è che parta dalla Terra / un razzo con uomini a bordo / con un impeccabile allunaggio / e dopo aver saltellato / decolli nuovamente dalla Luna / e torni poi bravino sulla Terra”, e Pachidermi e Pappagalli (2017) di Francesco Gabbani, che nella sua carrellata parodistica di tesi di complotto include anche la frase “Non esiste prova alcuna / dello sbarco sulla Luna.”