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4.11 2002, l’anno del cazzotto

La diffusione di Internet nei primi anni Novanta consentì ai sostenitori delle tesi di messinscena di ogni genere, comprese quelle lunari, di diffondere rapidamente le proprie idee. Inoltre la disponibilità di videocamere e sistemi di montaggio video a basso costo permise loro di autoprodurre un grande numero di documentari e di distribuirli inizialmente su videocassette in vendita e poi direttamente via Internet e in DVD.

Questo, insieme all’eco del documentario della Fox, portò a un’esplosione di produzioni lunacomplottiste e di nuovi nomi di sostenitori di queste tesi, che per ragioni di prolissità non è possibile esaminare singolarmente qui. Uno, però, va citato: Bart Sibrel.

Figura 4.11-1. Bart Sibrel nel 2001.


Nel 2001 Sibrel, all’epoca trentasettenne, pubblicò un video di circa 47 minuti, A Funny Thing Happened on the Way to the Moon, nel quale affermò di aver recuperato uno spezzone “segreto” di riprese della missione Apollo 11 che dimostrerebbero la messinscena.

In realtà si trattava di una delle prove tecniche di trasmissione televisiva effettuate durante la missione, ben conosciuta e catalogata, ma l’accusa fu sufficiente a farlo diventare celebre fra gli appassionati di settore, grazie anche alla sua partecipazione al già citato documentario della Fox.

Sibrel iniziò così a pedinare gli astronauti lunari, persino quando andavano al supermercato, e a chiedere loro di giurare sulla Bibbia di essere andati davvero sulla Luna. Alcuni lo fecero; altri si rifiutarono.

Il 9 settembre 2002 Sibrel inseguì l’astronauta lunare Buzz Aldrin con un cameraman e un fonico davanti a un hotel a Beverly Hills e iniziò a provocarlo. Aldrin cercò di evitare un alterco, ma alla fine Sibrel lo accusò di essere “un vigliacco e un bugiardo”. Aldrin, che all’epoca aveva 72 anni, rispose con un pugno in faccia al robusto giovanotto, la cui prima reazione fu rivolta al proprio cameraman: “Sei riuscito a riprenderlo?”.

Figura 4.11-2. A destra, Buzz Aldrin sorprende con un cazzotto Bart Sibrel.


Figura 4.11-3. Il video della discussione fra Sibrel e Aldrin.


L’episodio fece il giro del mondo, rilanciando inevitabilmente la discussione sul cospirazionismo lunare. Non vi furono conseguenze giudiziarie per Aldrin, dal momento che Sibrel non aveva riportato ferite visibili e non aveva chiesto assistenza medica e l’astronauta era incensurato.*

* Ex-astronaut escapes assault charge, BBC News, 21/9/2002.

Sibrel continuò a importunare gli astronauti lunari Alan Bean, Gene Cernan, Michael Collins, Al Worden, Bill Anders, John Young e Neil Armstrong, presentandosi talvolta con credenziali false (lo fece, per esempio, con Edgar Mitchell, che lo ricompensò prendendolo a ginocchiate nel deretano e cacciandolo da casa propria).

Secondo Clavius.org, inoltre, Sibrel si introdusse senza permesso nel giardino di Neil Armstrong per affrontare l’astronauta con le proprie tesi; Armstrong chiamò la polizia. Sibrel fu poi licenziato dall’emittente TV di Nashville dove lavorava come cameraman.

Il lunacomplottista raccolse le registrazioni delle proprie imprese in un nuovo documentario, Astronauts Gone Wild (2004), nel quale si vedono Cernan, Bean e Mitchell giurare sulla Bibbia di Sibrel che sono effettivamente andati sulla Luna (Armstrong rifiuta, dicendo “Signor Sibrel, conoscendola probabilmente quella Bibbia è fasulla”). Ciononostante, Sibrel continua ad accusare pubblicamente gli astronauti di aver falsificato tutto, anche se nel 2015 ha deciso di lasciar perdere il lunacomplottismo attivo.*


Figura 4.11-4. Bart Sibrel in un’immagine pubblicata nel 2015 dal Daily Star.