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4.2.3 Il viaggio era davvero incredibile

Ci sono anche altre attenuanti da considerare. L’era spaziale era iniziata soltanto dodici anni prima: lo Sputnik, il primo satellite artificiale, era stato lanciato nel 1957. Il primo volo spaziale umano era stato effettuato nel 1961, con Gagarin, eppure otto anni dopo si camminava già sulla Luna. Gran parte dell’opinione pubblica semplicemente non ebbe il tempo di abituarsi all’idea dei voli spaziali e alla corsa frenetica della tecnologia di quegli anni.

Tanto per fare un esempio, dieci anni dopo la fine della seconda guerra mondiale, combattuta con aerei a elica, era già entrato in servizio il primo aereo di linea con motori a reazione, il Comet, e nel 1954 si iniziava già a progettare un aereo di linea supersonico, il Concorde.

Va considerato, inoltre, che fino alla circumnavigazione della Luna da parte di Apollo 8, nel 1968, nessuna missione umana si era mai spinta oltre l’orbita intorno alla Terra. Andare sulla Luna significava andare improvvisamente trecento volte più lontano di qualunque altro volo con equipaggio (il record precedente era della missione Gemini 11, arrivata a 1374 km dalla Terra) e verso una destinazione altamente simbolica.

Non c’è da stupirsi, insomma, dell’incredulità di allora, e anche di quella di oggi, visto che nessuno dei voli spaziali umani successivi alle missioni lunari Apollo, anche quelli degli Shuttle e delle capsule Soyuz per raggiungere la Stazione Spaziale Internazionale o il telescopio orbitante Hubble, si è allontanato dalla Terra di più di seicento chilometri, mentre gli astronauti Apollo andarono fino a quattrocentomila chilometri di distanza.

Sono cifre difficili da visualizzare. Se riducessimo la Terra a una sfera di 40 centimetri di diametro, la Luna diventerebbe una pallina da 10 centimetri e si troverebbe a undici metri di distanza. Un volo verso la Stazione Spaziale Internazionale si solleverebbe da terra di un solo centimetro.