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4.1 Quanta gente crede al complotto?

Fra il 1995 e il 2013 la quota degli adulti americani che credono che gli sbarchi lunari furono falsificati è rimasta stabile intorno al 6%.

  • Nel 1995 un sondaggio effettuato da Time/CNN/Yankelovich Partners rilevò che il 6% degli americani adulti riteneva che gli sbarchi sulla Luna “furono falsificati o simulati”. L'83% degli interpellati risultò convinta della loro autenticità e l’11% si dichiarò indeciso.
  • Un analogo sondaggio effettuato nel 1999 da Gallup indicò la stessa percentuale di sostenitori della falsificazione (6%) ma una variazione negli indecisi e nei convinti (rispettivamente 5% e 89%).
  • Nel 2001 Zogby International raccolse le opinioni sulla realtà del primo sbarco sulla Luna: era ritenuto reale dall'87% degli intervistati e falso dal 7%, mentre gli incerti erano il 4%.
  • Public Policy Polling ha ottenuto risultati analoghi nel 2013: il 7% degli elettori statunitensi ha sostenuto la tesi della falsificazione, il 9% ha espresso incertezza e l'84% si è dichiarato convinto che lo sbarco fu reale.*


Il 6-7% può sembrare poco, e Gallup sottolinea che il margine d’errore del suo sondaggio è il 3%, aggiungendo che “non è insolito scoprire che all’incirca quel numero di persone in un sondaggio tipico concorda con qualunque domanda venga loro posta” ma anche così significa che vari milioni di americani credono alle tesi di complotto lunare.

Inoltre la percentuale aumenta drasticamente tra i giovani: un sondaggio condotto nel 2006 dalla Dittmar Associates fra i giovani adulti americani ha indicato che il 27% di loro ha dubbi sulla realtà degli sbarchi e che il 10% del campione complessivo ritiene che sia “altamente improbabile” che ci siano stati realmente degli sbarchi lunari umani.*

* Engaging the 18-25 Generation: Educational Outreach, Interactive Technologies, and Space, Mary Lynne Dittmar, in AIAA 2006-7303 (American Institute of Aeronautics and Astronautics).

Il già citato sondaggio Zogby ha sottolineato che la fascia d’età fra i 18 e i 29 anni è quella nella quale l’accettazione della realtà storica delle missioni lunari è meno diffusa.

Nel Regno Unito, un sondaggio via Internet, svolto nel 2008 su un campione di 1000 persone in occasione del lancio del film X-Files: I Want to Believe, ha indicato che il 35% dei partecipanti ritiene che gli allunaggi Apollo furono una finta. Un altro rilevamento, effettuato nel 2009, ha invece stimato che i lunacomplottisti britannici sono il 25%.

* US Base Leads Poll’s Top Conspiracy Theories, in The Guardian, 31/7/2008; Britons Question Apollo 11 Moon Landings, Survey Reveals, in E&T Magazine, 2009.


Figura 4.1-1. I risultati di un sondaggio britannico del 2008 sulle credenze nelle tesi di complotto. Si noti il 7% di partecipanti che dicono di credere che i codici a barre servano in realtà per controllare la popolazione.


In Germania, Der Spiegel lanciò nel 2001 un sondaggio online che negli anni ha totalizzato più del 46% di voti in favore delle tesi di messinscena. Altri rilevamenti a partecipazione volontaria (basati quindi su campioni che non rispecchiano necessariamente la media della popolazione) danno percentuali variabili dal 44 al 62% fra i francofoni, del 40% in Svezia e del 49% in Russia.*


Va detto che questi ultimi sondaggi non sono basati su un campione statisticamente rappresentativo della popolazione ma si affidano alla partecipazione volontaria. Dato che in genere chi crede alle teorie di complotto si adopera più della media per far conoscere le proprie idee, queste cifre vanno prese con un pizzico di cautela, ma sono comunque degne di riflessione.

Il lunacomplottismo ha anche connotazioni politiche significative: ammettere che gli americani sono riusciti ad andare sulla Luna significa riconoscere il loro primato tecnologico, e ad alcune persone e alcuni regimi ideologicamente schierati questo non va giù.

Secondo lo storico dell’esplorazione spaziale James Oberg, nelle scuole di Cuba e di altri paesi che avevano docenti cubani (Nicaragua e Angola, per esempio) si insegnava che gli sbarchi americani sulla Luna erano stati falsificati.

* Lessons of the “Fake Moon Flight” Myth, in Skeptical Enquirer, marzo/aprile 2003, ripubblicato su Jamesoberg.com; Getting Apollo 11 Right, ABC News, 1999. Va detto, tuttavia, che Oberg si basa su un numero molto piccolo di segnalazioni non supportate da documenti. Inoltre la negazione degli sbarchi non sembra essere la posizione ufficiale odierna del governo cubano e non è chiaro se lo sia mai stata, perché vi sono testimonianze contrastanti in tal senso (Cuba non nega più gli sbarchi lunari. Ma lo ha mai fatto?, Complottilunari.info, 2010).


Tuttavia negare gli allunaggi non sembra essere la posizione attuale del governo cubano, perlomeno stando all’enciclopedia ufficiale Ecured.cu, che li cita in dettaglio.

Figura 4.1-2. Un brano dalla voce dedicata alla Luna dall’enciclopedia ufficiale cubana Ecured.cu.


Il giornalista Sean Langan, rapito dai Talebani nel 2008, riferì che i suoi carcerieri insistettero affinché ammettesse che gli sbarchi erano falsi, forse perché erano “una chiara prova della superiorità di tutto quello che i Talebani rifiutano: la superiorità della ragione sulla rivelazione, della democrazia sulla teocrazia, della scienza sulla superstizione”.


L’antiamericanismo è un fattore importante nelle tesi di complotto lunare, come in quelle sugli attentati dell’11 settembre 2001 e sull’ufologia. Negli Stati Uniti questo risentimento prende la forma di diffidenza specifica verso il governo federale e le autorità in generale, come si può leggere negli scritti di Kaysing, René e altri sostenitori della messinscena lunare.