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3.18 L’andatura lunare

I sostenitori della falsificazione delle immagini lunari affermano spesso che l’andatura caratteristica degli astronauti sarebbe stata realizzata usando dei cavi e il rallentatore.

Nel 2008 la popolare trasmissione statunitense Mythbusters mise alla prova quest’affermazione: Adam Savage, uno dei conduttori, indossò una ricostruzione di una tuta spaziale e tentò di simulare l’andatura lunare usando sia il rallentatore, sia una speciale imbragatura che reggeva i cinque sesti del suo peso.

Figura 3.18a. Mythbusters tenta di simulare l’andatura degli astronauti lunari usando cavi e rallentatore. Credit: Discovery Channel.


Gli esperimenti della trasmissione mostrarono chiaramente che il confronto diretto fra le immagini lunari e l’effetto ottenuto con cavi e rallentatore rivelava differenze grossolane.

Infatti usare dei cavi riduce l’effetto della gravità sull’astronauta simulato, ma non sugli oggetti che ha addosso. Questi oggetti, quindi, oscillano sotto l’effetto pieno della gravità normale, rivelando inesorabilmente il trucco.

Il rallentatore, invece, rallenta tutti i movimenti degli astronauti, mentre le riprese lunari mostrano gesti rapidi effettuati durante l’andatura. Ottenere quest’effetto usando il rallentatore avrebbe richiesto che gli astronauti compissero questi gesti a velocità impossibili, in modo che apparissero normali una volta rallentati.

A parte andare sulla Luna, c’è un solo modo concreto per ottenere la camminata fluida e l’oscillazione rallentata degli oggetti portati dagli astronauti che vediamo nelle immagini delle missioni lunari: volare su un aereo speciale, battezzato non a caso Vomit Comet, seguendo una traiettoria composta da una serie di parabole, simile a quella di un ottovolante.

Figura 3.18b. La traiettoria del Vomit Comet nel grafico di Mythbusters. Credit: Discovery Channel.


Regolando in modo opportuno velocità e inclinazione dell’aereo, durante ciascuna di queste parabole si ottiene dentro la cabina a tutti gli effetti una situazione equivalente a un sesto di gravità, proprio come sulla Luna. Questo è infatti il metodo che fu usato dagli astronauti Apollo per il proprio addestramento e che viene tuttora usato per l’addestramento degli astronauti attuali di tutto il mondo. Alcune scene del film Apollo 13 di Ron Howard furono realizzate con questo sistema.

Mythbusters effettuò dei voli di questo tipo, ottenendo un’andatura estremamente fluida senza dover ricorrere al rallentatore: gli oggetti trasportati e indossati dall’astronauta simulato oscillarono lentamente e in modo fluido, senza usare il rallentatore. L’effetto risultò identico a quello delle immagini delle missioni lunari.

Figura 3.18c. Adam Savage di Mythbusters cammina in un sesto di gravità simulata nella cabina del Vomit Comet. Credit: Discovery Channel.


Qualcuno potrebbe pensare che si sarebbe potuto usare questo metodo per realizzare finte riprese lunari negli anni Sessanta, ma c’è un problema: la simulazione di gravità ridotta ottenuta dai voli parabolici di quest’aereo speciale dura pochi secondi e avviene nello spazio ristretto di una cabina, mentre le riprese Apollo contengono sequenze continue, lunghe decine di minuti, in ambienti molto ampi.

Inoltre, come abbiamo visto, le immagini delle missioni lunari mostrano fenomeni che possono avvenire soltanto nel vuoto: sarebbe stato quindi necessario togliere anche tutta l’aria dalla cabina dell’aereo, cosa che avrebbe richiesto una fusoliera assurdamente robusta per reggere la pressione esterna.

Si potrebbe ipotizzare un’altra tecnica per ottenere la camminata fluida: riprendere l’astronauta sott’acqua. Calibrando opportunamente la galleggiabilità di ogni singolo oggetto trasportato si potrebbe ottenere un effetto piuttosto credibile. Ma occorrerebbe una piscina immensa e profondissima, piena d’acqua assolutamente limpida, e basterebbe una sola bollicina che sfuggisse per rivelare il trucco. E soprattutto sott’acqua non sarebbe possibile ottenere la traiettoria parabolica della polvere che si vede nelle riprese effettuate durante le missioni Apollo, perché i granelli resterebbero in sospensione nell’acqua, formando pigre volute e tradendo il trucco.

Il problema della falsificazione delle riprese lunari, infatti, non è quello di ottenere un singolo effetto, ma di ottenerli tutti insieme contemporaneamente e per lunghissime sequenze ininterrotte, che oltretutto devono essere perfettamente coerenti fra loro.

L’unico modo per ottenere le riprese della camminata degli astronauti, insomma, è andare davvero sulla Luna. E se le riprese sono autentiche, è autentico anche tutto il resto.