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16.2.16 Apollo 15 (AS-510)

Questa sezione è ancora in lavorazione: mancano le illustrazioni, le note e molto altro. Per leggerla in versione illustrata, scaricate il PDF del libro. E se volete incoraggiarmi a proseguire la lavorazione, valutate una donazione. Grazie!


Equipaggio: David Scott (CDR), James Irwin (LMP), Alfred Worden (CMP).

Vettore: Saturn V.

LM: presente (LM-10). Peso sulla Terra: 16.437 kg.

Orbita lunare: sì (74 orbite).

Nomi di CM e LM: Endeavour, Falcon.

Data d’inizio e fine: 26/7-7/8/1971.

Data e ora di allunaggio: 30/7/1971 22:16:29 UTC.

Luogo di allunaggio: vicino al Mare Imbrium (Mare delle Piogge).

Numero di escursioni lunari: tre (6 h 32 m; 7 h 12 m; 4 h 49 m) più una stand-up EVA: Scott, in tuta spaziale, si sporse all’esterno dal condotto di attracco del LM, situato alla sommità del veicolo, e perlustrò visivamente e fotograficamente la zona circostante per 33 minuti.

Durata della missione: 12 giorni, 7 ore e 11 minuti.

Durata della permanenza sulla Luna: 2 giorni, 18 ore e 54 minuti.

Foto scattate: 2640, di cui 1151 sulla Luna. Furono effettuate anche trasmissioni televisive (incluso il decollo del LM) e riprese su pellicola.

Quantità di rocce raccolte: 77,3 kg.

Uso del Rover: sì, per un totale di 27,9 km.

Note: Per la prima volta fu usata l’auto lunare Rover, che permise un raggio d’esplorazione molto più ampio (fino a 5 km in linea d’aria) e fece di Scott il primo automobilista su un altro corpo celeste.

Scott e Irwin furono i primi a effettuare tre escursioni e a dormire sulla Luna senza dover restare nella propria tuta spaziale, che era di tipo migliorato e meno rigido. Raccolsero la Genesis Rock, una delle pietre lunari più antiche (oltre 4 miliardi di anni).

Worden lanciò un subsatellite scientifico dal modulo di servizio in orbita lunare e durante il viaggio di ritorno fece la prima passeggiata spaziale nello spazio profondo per recuperare le pellicole delle fotocamere automatiche di ricognizione.

Durante la terza escursione, Scott lasciò cadere simultaneamente una piuma e un martello per confermare l’ipotesi di Galileo sulla caduta identica dei corpi nel vuoto, mentre veniva ripreso in diretta TV dalla telecamera del Rover.

Nella medesima escursione collocò di nascosto sulla Luna una statuetta, il Fallen Astronaut, per commemorare gli astronauti statunitensi e i cosmonauti sovietici caduti dei quali si era a conoscenza all’epoca.