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13.5 Donne nude sulla Luna

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A novembre del 1969, Alan Bean e Charles “Pete” Conrad sbarcarono sulla Luna mentre Richard Gordon li attendeva in orbita. Si capì subito che questa era una missione allegra. A differenza della storica frase di Neil Armstrong (“È un piccolo passo per un uomo, un grande balzo per l’umanità”), il debutto di Conrad fu “Sarà stato piccolo per Neil, ma per me è bello lungo!” alludendo alla propria bassa statura e vincendo una scommessa fatta con la giornalista Oriana Fallaci che sospettava che le parole degli astronauti fossero decise a tavolino dalla NASA.

Ma dopo circa due ore e mezza di passeggiata sulla superficie lunare la missione prese una svolta insolita: i due astronauti presero a ridere così tanto che si sospettò che fossero ubriachi o in preda a una presunta “estasi spaziale”.

Conrad spiegò nel numero di dicembre 1994 di Playboy la vera ragione delle risate. I due astronauti avevano sul polso della tuta la sequenza delle procedure da eseguire durante l’escursione: la cuff checklist, un quadernetto ad anelli costituito da fogli di carta plastificata ignifuga: soluzione rustica ma efficace. A loro insaputa, Dave Scott e Jim Irwin, membri dell’equipaggio di riserva della missione, avevano inserito delle fotocopie delle Playmate (rigorosamente stampate su carta ignifuga) fra i fogli delle istruzioni, dotandole di didascalie a doppio senso.

A Conrad capitarono Miss Settembre 1967, Angela Dorian, con il commento “Visto qualche collina o avvallamento interessante?”, e Miss Ottobre 1967, Reagan Wilson (“Partner preferito per le cordate”); Bean si trovò Miss Dicembre 1968, Cynthia Myers (“Non dimenticare di descrivere le protuberanze”, Figura 13-5), e Miss Gennaio 1969, Leslie Bianchini (”Rilevare la sua attività”).

Anche Richard Gordon, rimasto in orbita solitaria intorno alla Luna, scoprì di avere una Playmate nascosta a bordo: la pagina del mese corrente del calendario di Playboy, che presentava DeDe Lind (già Miss Agosto 1967), era stata fissata con il Velcro all’interno di uno degli scomparti apribili del modulo di comando.

Non si tratta di una leggenda o di un aneddoto colorito: sul sito della NASA ci sono le immagini delle Playmate presenti sulle cuff checklist, mentre la pagina di calendario fornita a Gordon fu messa all’asta fra i cimeli del volo dell’Apollo 12 a gennaio 2011.

È un caso più unico che raro di donne nude offerte intenzionalmente dal sito dell’ente aerospaziale statunitense, solitamente molto formale, oltre che il primo episodio documentato di foto osé portate su un altro corpo celeste. Ma è anche una dimostrazione del fatto che gli astronauti, in fondo, sono esseri molto umani, con le nostre stesse pulsioni e debolezze.

Ed è proprio questo a rendere grandiose le loro imprese.