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10.6 Gli errori nella messinscena sono messaggi in codice

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Una delle giustificazioni più interessanti e creative nella visione alternativa della realtà proposta dai complottisti, sia da quelli lunari sia da quelli che si occupano di altri episodi storici, è la teoria dell’informatore (whistleblower in inglese).

Prima o poi al sostenitore delle tesi di messinscena viene chiesto come mai l’asserita falsificazione è, secondo queste tesi, letteralmente costellata di decine di errori macroscopici e dilettanteschi. Se si trattò di una cospirazione ai più alti livelli, che aveva a disposizione le sofisticatissime risorse del potente governo statunitense e metteva in gioco il prestigio dell’intera nazione, non ha senso che il risultato sia stata un’accozzaglia di svarioni.

La risposta tipica del buon cospirazionista lunare è disarmante: gli errori furono lasciati intenzionalmente da coloro che parteciparono alla messinscena. Si vergognavano di farne parte e cercarono di espiare la propria colpa lasciando messaggi in codice che le persone capaci di pensare con la propria testa avrebbero astutamente colto.

Il difetto logico di questa spiegazione è che crea una tesi di complotto per giustificarne un’altra e implica che gli organizzatori della cospirazione furono così stupidi da non accorgersi che nella messinscena erano stati introdotti errori grossolani. Mettere una “C” su un sasso o dimenticarsi di mettere le stelle nelle foto quando ci vogliono, per esempio, non sembrano sbagli che possano passare inosservati.

Questa giustificazione implica inoltre che siano stupidi anche tutti gli esperti dei settori interessati: gli astronauti, gli ingegneri aerospaziali, gli astronomi e gli astrofili di tutto il mondo, compresi quelli di paesi non proprio amici degli Stati Uniti. Così stupidi che non colgono questi presunti errori intenzionali che invece il complottista, pur non sapendo nulla di spazio, astronautica o astronomia, afferma di saper percepire in modo lampante.

Purtroppo chi è convinto di essere l’unica persona intelligente, capace di cogliere la vera realtà che agli altri sfugge, non è incline ad abbandonare questa visione patologica. Se si è messo in testa un’idea senza ragionare, non c’è ragionamento che gliela potrà levare. In casi come questi la discussione è inutile e non è il caso di insistere.