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6.9 Perché esistono confessioni in video dell’astronauta Aldrin, della vedova di Stanley Kubrick e di altri?

IN BREVE: Perché le “confessioni” sono in realtà tratte da un documentario-parodia francese, Opération Lune, di William Karel, trasmesso dalla rete televisiva Arte nel 2002.


IN DETTAGLIO: Circolano su Internet dei video nei quali l’astronauta Buzz Aldrin, l’ex segretario di stato americano Henry Kissinger, l’ex segretario alla difesa Donald Rumsfeld, la vedova del regista Stanley Kubrick e altri confessano che gli sbarchi furono una messinscena. Non si tratta di sosia o di attori: sono veramente loro, e non sono stati ridoppiati per far dire loro cose che non hanno detto.

Ma queste “confessioni” sono in realtà brani estratti da un mockumentary, ossia un documentario-parodia, che risale al 2002: Opération Lune di William Karel, edito con il titolo inglese Dark Side of the Moon (in italiano Operazione Luna e in tedesco Kubrick, Nixon und der Mann im Mond).


Figura 6.9-1. La copertina dell’edizione originale francese e inglese di Opération Lune in DVD.


Lo scopo di questo documentario-parodia è ricordare allo spettatore che la televisione va sempre guardata con occhio critico, senza fermarsi alla superficialità delle immagini tolte dal contesto e senza fidarsi dell’apparente autorevolezza attribuita ai personaggi celebri.

Infatti se si guardano con attenzione i brani ci si accorge delle assurdità dette dai protagonisti e si nota che alcuni dei nomi citati sono presi di peso dal mondo della finzione cinematografica e specificamente dai film di Stanley Kubrick, come Jack Torrance (da Shining) e David Bowman (da 2001 Odissea nello spazio).

Altri nomi provengono da altri classici del cinema, per esempio Eve Kendall e George Kaplan, che sono tratti da Intrigo internazionale di Hitchcock; Maria Vargas, che è il nome di Ava Gardner in La contessa scalza di Mankiewicz; Ambrose Chapel, che è il nome intorno al quale ruota la vicenda de L’uomo che sapeva troppo di Hitchcock; e W. A. Koenigsberg, che è un’allusione a Woody Allen, le cui iniziali sono W. A. e il cui vero nome è Allen Stuart Koenigsberg.

Inoltre nei titoli di coda del documentario ci sono i “fuori scena” e le papere dei vari intervistati che si sono prestati alla parodia e chiedono se sono stati credibili nel recitare le battute.

L’edizione tedesca di Operazione Luna è visibile a pagamento su Youtube (Figura 6.9-2).

Figura 6.9-2. L’edizione tedesca di Opération Lune, di William Karel.


Vari spezzoni di Operazione Luna sono stati pubblicati su Internet togliendoli dal proprio contesto e vengono spesso presi per veri dai lunacomplottisti che si fermano alla visione superficiale e non fanno alcun controllo di veridicità, dimostrando così in pieno la tesi del documentario-parodia.

Altri sostenitori delle tesi di complotto ipotizzano invece che Operazione Luna sia una messinscena nella messinscena, come fa per esempio Massimo Mazzucco (autore di un video complottista, American Moon, e di vari articoli dello stesso genere) su Luogocomune.net:

[...] Mentre infatti lo spettatore medio si perde nei fumi della fiction di serie B, quello più attento si ritrova a domandarsi come mai lo stesso direttore della CIA denunci con tale disinvoltura una lunga serie di omicidi commessi dai suoi agenti, senza alcun bisogno di farlo. Ma per lui Karel, che pensa a tutto, ha già predisposto lo “scivolo di emergenza”, facendogli sapere che fu in realtà una “branca impazzita” della CIA a fare fuori tutta la troupe, nonostante da Langley cercassero in tutti i modi di fermarli. A questo punto solo chi conosca a fondo il modus operandi dell’agenzia americana può ancora mettersi a ridere, ma la stragrande maggioranza degli spettatori ha accettato quella spiegazione.

Nel frattempo tutti, ma assolutamente tutti, hanno già “digerito” incosciamente quanto segue:

A) Le immagini lunari sono false, ma sulla Luna ci siamo andati davvero.
B) Kubrick ha partecipato alla messinscena, ma solo perchè “gli facevano pena” i realizzatori della CIA.

E così abbiamo messo una pezza alla diceria che sulla Luna non siamo mai andati, e abbiamo anche parato il culo al “povero” Kubrick, nel caso la verità sulla sua partecipazione all’inganno lunare dovesse mai arrivare a livello mainstream.

Niente male, per una parodia fatta solo per scherzare.

Resta infine da notare come questo capolavoro di disinformazione sia arrivato proprio nel periodo in cui la NASA cerca in tutti i modi di rilanciare i “viaggi lunari”, e si prepara a chiedere fondi ingenti per finanziare un nuovo ciclo di “imprese spaziali”, nelle quali l’ultimo obiettivo, naturalmente, sarà quello di portare uomini sulla Luna.

— Massimo Mazzucco, Luogocomune.net, 1/8/2009
(copia su Archive.is)


La capacità di convincere di documentari come questo è dimostrata eloquentemente dal fatto che a giugno del 2004 un gruppo di scienziati fu invitato a vedere Opération Lune all’università Pierre et Marie Curie a Parigi per poi discuterne con il regista. Le loro reazioni (Figura 6.9-3) quando scoprono di essere stati ingannati dall’abilità del regista e dal potere delle immagini e del montaggio selettivo sono un ottimo esempio di come la cultura e la preparazione scientifica in altri campi non sono necessariamente sufficienti a rivelare manipolazioni ben fatte: servono persone esperte nello specifico settore delle missioni spaziali e dei trucchi cinematografici.


Figura 6.9-3. Registrazione integrale del dibattito fra scienziati all’università Pierre et Marie Curie e William Karel, 1 giugno 2004 (Operation Lune Debat avec William Karel, Réalisateur du Documentaire). Sono disponibili altre copie: Conférence publique sur le documentaire Opération Lune avec son réalisateur; Débat avec William Karel autour de son film Opération Lune.