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6.5 Perché sembra che gli astronauti si rialzino aiutati da cavi?

IN BREVE: Perché sulla Luna pesano in tutto meno di 30 chili e lo zaino che hanno sulla schiena sposta il loro baricentro indietro e in alto.


IN DETTAGLIO: Le manovre effettuate dagli astronauti sulla Luna per rialzarsi quando cadevano sembrano anomale ed eccessivamente facili all’occhio terrestre del profano. Ma occorre ricordare che gli astronauti, sulla Luna, pesavano un sesto del normale a causa della gravità lunare, che è appunto un sesto di quella terrestre. Zaino e tuta pesavano circa 81 chili in tutto sulla Terra, per cui sulla Luna pesavano 13,5 chili, e anche l’astronauta aveva un peso fortemente ridotto: un uomo di 80 chili sulla Luna è un fuscello da 13 chili.

Tutto compreso, insomma, un astronauta pesava una trentina di chili. Non c’era quindi motivo di far fatica a rialzarsi.

La manovra per rimettersi in piedi sembra insolita perché oltre alla gravità ridotta c’è il fatto che l’astronauta porta uno zaino piuttosto pesante in proporzione al proprio peso corporeo (sulla Terra, lo zaino pesa 26 chili; sulla Luna ne pesa 4,3), per cui il suo baricentro è spostato indietro e in alto. È per questo gli astronauti, nelle riprese delle escursioni lunari, camminano pendendo in avanti, come chi porta sulla schiena una persona.

Charlie Duke, astronauta di Apollo 16, ha spiegato inoltre che il video in cui lo si vede rialzarsi dopo una caduta sulla Luna (Figura 6.5a) mostra proprio la particolare tecnica che era stata sviluppata dagli astronauti, durante le esercitazioni sulla Terra, per rialzarsi sfruttando la resistenza elastica della tuta spaziale. Nel corso dei voli parabolici che simulavano la gravità lunare, Duke aveva verificato che servivano più o meno tre “flessioni” per rimettersi in piedi ruotando intorno al proprio baricentro.

Figura 6.5a. Charlie Duke si rialza spingendosi ripetutamente con le braccia dopo una caduta in avanti durante la missione Apollo 16 a 144:35.24 (ALSJ).


Ipotizzare l’uso di cavi è ridicolo perché ci sono riprese continuative che durano decine di minuti, durante i quali gli astronauti cambiano direzione e posizione ripetutamente. Come avrebbero fatto a non ingarbugliarsi?

Inoltre in questa tesi c’è il problema che molte delle inquadrature sono ampie, per cui sarebbero state necessarie lunghezze enormi per non far vedere il meccanismo che reggeva i cavi.