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5.8 Perché l’ombra del modulo lunare arriva fino all’orizzonte?

IN BREVE: Quello non è l’orizzonte: è il bordo rialzato di un cratere, che copre il vero orizzonte, parecchio più lontano.


IN DETTAGLIO: Nella fotografia AS11-40-5931, tratta dalla missione Apollo 11, l’ombra del modulo lunare arriva praticamente fino all’orizzonte. Secondo alcuni lunacomplottisti, come Bill Kaysing, questo rivelerebbe che l’immagine sarebbe stata scattata su un set cinematografico molto piccolo e che l’“orizzonte” sarebbe la zona in cui il fondale nero incontrava il pavimento del set.

Dettaglio della foto AS11-40-5931 (Apollo 11). L’astronauta è Buzz Aldrin.


La foto AS11-40-5931 integrale.


Ma se osserviamo un’altra fotografia della stessa situazione, presa da una distanza maggiore, notiamo che in realtà l’ombra non arriva affatto fino all’orizzonte: anzi, emerge che questo presunto “set cinematografico” dev’essere stato piuttosto grande.


Foto AS11-40-5961 (Apollo 11). L’ombra a sinistra è di Neil Armstrong, che sta scattando la fotografia; l’ombra sottile diagonale sulla destra appartiene alle fotocamera ALSCC.



Dettaglio della foto AS11-40-5961.


Andando a consultare la mappa degli spostamenti degli astronauti dell'Apollo 11 scopriamo che il modulo lunare atterrò a poca distanza da due crateri di dimensioni ragguardevoli, denominati Double e Little West, e che uno di questi crateri, il Double, largo circa 15 metri, si trova a circa 10 metri di distanza dal modulo lunare. Questi crateri sono documentati anche  nelle foto scattate dalle sonde Lunar Orbiter nel 1967, due anni prima dello sbarco dell’Apollo 11 (per esempio nella foto V-76-H3).

Nella foto qui sopra, presa tenendo il cratere Little West alle spalle, il cratere gemellato Double occupa la parte sinistra dello sfondo. Nella mappa qui sotto, la foto è scattata da destra verso sinistra.


Mappa degli spostamenti al suolo degli astronauti nella missione Apollo 11. LM — Modulo lunare (Lunar Module), LRRR — Riflettore distanziometrico laser (Laser Ranging Retroreflector); PSE — Apparato per test sismici passivi (Passive Seismic Experiment); SWC – Apparato per esperimenti sul vento solare (Solar Wind Composition); ALSCC — Fotocamera per riprese ravvicinate della superficie (Apollo Lunar Surface Closeup Camera); FLAG – Bandiera.


Possiamo esaminare la zona anche nelle immagini della sonda Lunar Reconnaissance Orbiter, acquisite nel 2009: il cratere Double si trova a sinistra e più in basso rispetto al modulo lunare, che è la grande macchia chiara al centro, attorniata da quattro punti meno luminosi che sono le sue zampe. I puntini bianchi nella zona inferiore della foto sono gli strumenti lasciati sulla Luna da Armstrong e Aldrin. L’orientamento è lo stesso della mappa mostrata qui sopra.


Immagine del sito di allunaggio dell’Apollo 11 ripresa dal Lunar Reconnaissance Orbiter (2009).


Mettendo insieme queste informazioni emerge che l’“orizzonte” asserito dai lunacomplottisti non è affatto l'orizzonte, ma il bordo rialzato del cratere Double, che nasconde il vero orizzonte nella foto scattata da vicino. Il bordo del cratere è evidenziato qui sotto:


Foto AS11-40-5961 con tracciamento del bordo del cratere Double. Dal sito Siamoandatisullaluna.com, con il permesso degli autori.


La veduta e l'irregolarità del terreno davanti al LM si notano bene in questo collage di foto e di fotogrammi della cinepresa 16 mm dall'interno del LM:


Panoramica composita della superficie lunare di fronte al modulo lunare di Apollo 11. Credit: R. Farwell.


Va notato, comunque, che sulla Luna l’orizzonte è molto più vicino che sulla Terra per via delle minori dimensioni della Luna: salvo ostacoli e asperità, per un osservatore i cui occhi siano a 1,7 metri dal suolo, sulla Luna l’orizzonte ai trova a circa 2,5 chilometri di distanza. Sulla Terra, nelle stesse condizioni, questa distanza è quasi doppia: circa 4,7 chilometri.

In altre parole, i lunacomplottisti commettono l'errore dilettantesco di immaginarsi la Luna come una sfera liscia e perfetta, quando in realtà il suolo è molto irregolare e ricco di avvallamenti. Questo errore è alla base di moltissime delle loro presunte prove di falsificazione.