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5.20 Come mai nelle foto non si vedono i massi descritti via radio da Neil Armstrong?

IN BREVE: In realtà si intravedono ai margini di alcune foto, ma solo nella versione ad altissima risoluzione, perché sono a oltre 400 metri di distanza e la loro immagine è quindi minuscola. Inoltre erano controsole, quindi non fu possibile documentarli in dettaglio. Ma sono nitidissimi nelle foto scattate nel 2009 dalla sonda automatica LRO.


IN DETTAGLIO: I resoconti del primo allunaggio sottolineano spesso che gli automatismi del modulo lunare lo stavano portando a posarsi in un inagibile cratere circondato da grandi massi, ma Armstrong prese i comandi e continuò il volo manualmente per cercare una zona libera. La ricerca durò a lungo, tanto che alla fine Armstrong e Aldrin allunarono quando restavano pochi secondi di propellente.

L’episodio viene citato spesso perché sottolinea l’importanza di avere a bordo un pilota che sopperisca alle inadeguatezze dei sistemi automatici e mette in evidenza la difficoltà e i rischi dell’impresa. Ma nelle foto scattate dagli astronauti sembra che questa distesa di massi non ci sia: a perdita d’occhio, la superficie appare priva di asperità e di qualunque masso significativo. Viene il dubbio che si tratti di un dettaglio aggiunto per romanzare la storia e renderla più accattivante.

È un dubbio che possiamo chiarire consultando i dati. Per esempio, la traiettoria d’allunaggio (ground track) è descritta dall’Apollo 11 Mission Report e illustrata dalla figura seguente.

La traiettoria di allunaggio (ground track) dell’Apollo 11 termina sulla sinistra. Il cratere al centro è il West Crater. Dettaglio tratto dall’Apollo 11 Mission Report.


La decisione di Armstrong è trascritta nel Technical Debrief del 1969 e l’Apollo 11 Preliminary Science Report identifica il cratere irto di massi come West Crater, che è visibile nella foto qui sopra, nella quale però non si vedono massi per via della sua scarsa risoluzione.

Ma oggi abbiamo le immagini della sonda Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO), che mostrano la zona in estremo dettaglio, e i massi ci sono e si vedono, come dimostra chiaramente questa foto dell’LRO:

La zona d’allunaggio dell’Apollo 11 vista dalla sonda LRO. Il cratere West è a destra. Il puntino chiaro in alto a sinistra, indicato dalla freccia, è la base del modulo lunare.


In particolare, l’immagine M109080308RE, scattata dalla sonda LRO e di cui la foto qui sopra è un particolare, coglie in grandissimo dettaglio il cratere West e permette di vedere che effettivamente questo cratere è tappezzato e circondato da massi, che risaltano come puntini bianchi. Le loro dimensioni sono facilmente intuibili se si considera che il puntino bianco in alto a sinistra nella figura è la parte centrale dello stadio di discesa del modulo lunare, che al netto delle zampe ha una larghezza di circa quattro metri.

I massi non si vedono nelle foto scattate dagli astronauti per due ragioni fondamentali. La prima è che erano troppo lontani: la scala riportata nella ground track indica che il centro del cratere West era a circa 500 metri dal modulo lunare.

La seconda ragione è che gli astronauti, per fotografare il cratere West, avrebbero dovuto puntare la fotocamera in direzione del Sole, cosa che avrebbe restituito immagini di pessima qualità, piene di riflessi, per cui non furono effettuati scatti in quella direzione. Ci sono alcune foto in cui il cratere West è ripreso ai margini dell’inquadratura, e lì s’intravede qualche masso, ma soltanto nelle versioni ad alta risoluzione, come questa:


Dettaglio della foto AS11-40-5873 (Apollo 11), presa quasi controsole. Il cratere West è a sinistra, sull’orizzonte.


C’è anche un altro documento fotografico della zona: la ripresa su pellicola 16 mm a colori effettuata durante l’allunaggio. Dato che il LM sorvolò il cratere West lasciandoselo sulla sinistra, in questa ripresa la distesa di massi si dovrebbe vedere. È così: qui sotto ne vedete un fotogramma, ripreso da circa 120 metri di quota. I massi sono visibili anche da quell’altezza.

Figura 5-58. I massi della zona di allunaggio, visti da circa 120 metri di quota, in un fotogramma tratto dalla ripresa in 16 mm.


Come ulteriore riscontro, i ricercatori René e Jonathan Cantin hanno realizzato un video che confronta la ripresa dell’allunaggio con una foto della zona scattata dalla sonda Lunar Orbiter, verificando l’effettiva corrispondenza dei vari crateri. Il video è scaricabile dall’Apollo Lunar Surface Journal.

La questione dei massi mancanti, insomma, invece di essere una prova di complotto, diventa un’occasione per effettuare controlli incrociati sui documenti NASA e verificare che sono coerenti fra loro.