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5.18 Non è strano che gli astronauti sembrino sotto un riflettore (hotspot)?

IN BREVE: No, perché l’effetto è presente solo nelle copie pessime usate dai lunacomplottisti. Nelle scansioni di alta qualità non c’è. Inoltre in una foto di Aldrin sulla Luna, il suolo intorno è più chiaro anche perché è privo di polvere, spazzata via dal getto del modulo lunare.


IN DETTAGLIO: L’articolo della rivista Fotografare di agosto 1989 citato nella sezione precedente afferma che nella foto AS11-40-5903 che ritrae Buzz Aldrin “si vede che la sorgente di luce sta alla destra di chi guarda, in alto, dietro all’astronauta, appena fuori dal campo riflesso dalla visiera. La luce è molto potente, ma non arriva all’orizzonte, e infatti lo sfondo, sia quello dietro l’astronauta, sia quello dietro al fotografo (che si riflette nella visiera dell’astronauta) è buio. Del sole neppure l’ombra.”

L’autore dell’articolo, Cesco Ciapanna, illustra le sue affermazioni con l’immagine seguente: in effetti Aldrin sembra illuminato da un riflettore personale e solo il terreno intorno a lui è ben rischiarato.


Immagine tratta dalla rivista Fotografare, agosto 1989.


La tesi dell’orizzonte troppo buio ricorre spesso nella letteratura lunacomplottista. L’obiezione di buon senso è che gli autori di una messinscena del genere per conto del governo USA non sarebbero certo stati né tanto a corto di soldi da non avere riflettori a sufficienza né tanto incompetenti da dimenticarsi di illuminare correttamente gli sfondi: sarebbe stato un errore da veri dilettanti di fotografia. Un errore che sarebbe poi sfuggito anche agli incaricati della scelta e pubblicazione delle fotografie falsificate, ma non all’occhio sagace dei cospirazionisti lunari.

C’è anche un’altra obiezione alla tesi complottista: nell’immagine proposta da Cesco Ciapanna si nota che il terreno in primissimo piano, davanti all’astronauta, è scuro quanto quello situato verso l’orizzonte. L’ipotetica fonte di luce artificiale “potente” e situata “appena fuori dal campo riflesso dalla visiera” dovrebbe quindi essere circoscritta con molta precisione all’area appena intorno all’astronauta. Ma allora non si spiegherebbe come mai l’ombra di Aldrin appena davanti ai suoi piedi, nella zona “schiarita” del terreno, non sia sbiadita da questa fonte di luce artificiale ma rimanga netta e nera, e non si spiegherebbe il fatto che quest’ipotetica seconda fonte di luce non produce una seconda ombra dell’astronauta.

La spiegazione di Ciapanna, insomma, non sta in piedi. Ma osservando la scansione della pellicola originale, invece della copia di scarsissima qualità usata dall’autore di Fotografare, si scopre che la foto originale è assai meno contrastata della versione presentata da Ciapanna e l’effetto riflettore (hotspot) non c’è.

Confrontate la versione proposta da Ciapanna con questa scansione diretta della pellicola originale:


Una scansione diretta della foto AS11-40-5903.


La spiegazione semplice, in altre parole, è che questo presunto effetto hotspot, in questa e altre foto presentate dai lunacomplottisti, è dovuto banalmente all’uso di copie pessime che hanno un contrasto esagerato.

Tuttavia anche nella scansione di alta qualità si nota che ci sono delle differenze di luminosità: il terreno in primissimo piano, davanti all’astronauta, è scuro quanto quello situato verso l’orizzonte, mentre quello intorno ad Aldrin è chiaro. L’area chiara sembra essere una banda grosso modo centrale, che si estende inclinata da sinistra a destra. Questo può sembrare un mistero, ma in realtà c’è un’ottima ragione perché le cose stiano così. Per capirla è necessario mettere insieme vari elementi del rompicapo.

Dalla direzione delle ombre e dalla posizione della zampa del modulo lunare (LM), che nell’immagine completa si vede parzialmente a destra in primo piano, si deduce che Aldrin si trova vicino al veicolo e che la zampa inquadrata è quella destra (rispetto ai finestrini del LM).

Questo è confermato dalla fotografia immediatamente precedente, ossia la AS11-40-5902, dove si nota la stessa banda chiara che attraversa orizzontalmente la zona centrale dell’immagine.


Foto AS11-40-5902 (Apollo 11).


Anche altre foto prese dalla stessa posizione e che inquadrano più a sinistra, come la AS11-40-5885 e la AS11-40-5886, mostrano lo stesso fenomeno.


Foto AS11-40-5885. Una chiazza di terreno scuro attraversa diagonalmente l’inquadratura.


Foto AS11-40-5886. Il suolo nella fascia centrale è scuro, mentre quello nella fascia superiore è chiaro.


Secondo la documentazione, inoltre, la discesa prevedeva di tenere il sole alle spalle per sfruttare l’ombra del veicolo come riferimento altimetrico. Quindi la direzione generale d’arrivo del LM, nelle foto 5902 e 5903, è dalla zona in alto a destra. Ma c’è un particolare importante da aggiungere.

Nelle trascrizioni dei dialoghi dell’allunaggio, pubblicamente disponibili, si nota che Aldrin descrisse gli ultimi secondi di volo parlando di scivolamento verso destra (102:45:25 Aldrin: “4 forward. 4 forward. Drifting to the right a little. 20 feet, down a half”), che Armstrong corresse eccessivamente, facendo scivolare il LM verso sinistra.

Questi spostamenti sono osservabili chiaramente nella ripresa dell’allunaggio su pellicola 16 mm, anch’essa disponibile. Il modulo lunare spazzò così una fascia disposta all’incirca a 90° rispetto alla sua direzione d’arrivo.

Aldrin, quindi, nelle foto in questione si trovava proprio nella fascia del suolo lunare che era stata spazzata dal getto del motore del LM durante queste ultime manovre. Il getto asportò parte dello strato di polvere superficiale fine, alterando la riflettività del terreno (la roccia compatta riflette più luce rispetto alla polvere lunare). Per questo il suolo intorno ad Aldrin è più chiaro: è diverso da quello più distante.

A tutto questo bisogna aggiungere che la zona di terreno davanti ad Aldrin è stata calpestata in lungo e in largo dagli astronauti, smuovendola e rendendola più irregolare, e questo ne riduce la riflettività. 

Questa presunta prova di complotto dimostra quanto possa essere difficile, anche per un fotografo molto esperto, spiegare le apparenti anomalie presenti in alcune immagini lunari se non conosce in estremo dettaglio le circostanze in cui fu scattata una fotografia e lo svolgimento delle missioni.