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5.14 Come è possibile che le crocette nere sovrimpresse siano dietro gli oggetti?

IN BREVE: Non sono dietro: sono cancellate dalla luminosità degli oggetti sui quali sono sovrimpresse. È un normale effetto del processo fotografico, che avviene per qualunque oggetto filiforme (come una crocetta) quando è su un fondo chiaro sovraesposto. Nelle foto originali spesso c’è un residuo della crocetta, che però manca nelle pessime copie usate dai lunacomplottisti.


IN DETTAGLIO: Dentro le fotocamere Hasselblad usate per quasi tutte le foto lunari c’era un vetrino, il reseau plate, che era a contatto diretto con la pellicola quando veniva scattata una foto. Su questo vetrino erano incise delle crocette di riferimento, chiamate in gergo fiducials o reseau marks. In questo modo le crocette venivano sovrimpresse direttamente sulla pellicola al momento dello scatto.



Figura 5.14-1. Le crocette di riferimento sul vetrino di una fotocamera Hasselblad. Il caricatore di pellicola, qui assente, si aggancia a ridosso del vetrino.


Queste crocette erano disposte secondo una griglia di 5 x 5 elementi. La crocetta centrale era più grande per distinguerla dalle altre e indicare il centro dell’immagine originale. Ciascun braccio delle crocette di dimensioni normali era lungo un millimetro e spesso due centesimi di millimetro. Le crocette erano utili per rivelare eventuali deformazioni dell’immagine durante i vari processi di sviluppo, stampa e duplicazione e per facilitare la misurazione delle distanze.

Il problema, secondo i lunacomplottisti, è che in alcune fotografie lunari queste crocette si trovano dietro gli oggetti fotografati. Lo si nota per esempio nelle immagini mostrate qui sotto in Figura 5.14-2.

Figura 5.14-2. Le crocette sospette secondo David Percy.


Secondo il già citato David Percy, “questa situazione è impossibile e deve essere il risultato di una manipolazione tecnica e di un ritocco dell’immagine”. Lo ha dichiarato nel documentario Did We Land on the Moon? (2001).

Ma la spiegazione di questa situazione “impossibile” è in realtà molto semplice. L’indizio cruciale è già presente nel documentario della Fox: ogni oggetto che “copre” una crocetta è bianco e fortemente illuminato dal sole.
Quando si fotografa un oggetto filiforme scuro contro uno sfondo chiaro e sovraesposto, l’oggetto tende a scomparire, inghiottito dal chiarore circostante: è un fenomeno ben noto ai fotografi come blow-out, wash-out o bleeding. Lo si vede per esempio in Figura 5.14-3: il filo nero che attraversa orizzontalmente l’immagine sparisce davanti alla tuta bianca del modello di astronauta, illuminata intensamente dal sole.

Figura 5.14-3. Un filo nero, ben visibile quando è sullo sfondo correttamente esposto, svanisce quando si trova davanti al modello d’astronauta sovraesposto.
Credit: PA.


Lo stesso avviene quando si usano metodi non digitali per copiare fotografie: si perdono i dettagli fini.

Andando a vedere le scansioni dirette degli originali delle fotografie sospette, scopriamo esattamente lo stesso effetto: la parte apparentemente mancante delle crocette filiformi si trova sempre su uno sfondo chiaro e sovraesposto, e in realtà non è del tutto scomparsa, ma ha subìto proprio la stessa attenuazione mostrata sopra.

Nel documentario della Fox e in altre fonti che mostrano queste presunte anomalie, le parti di crocetta sembrano essere svanite del tutto soltanto perché è stata mostrata una versione di bassa qualità delle foto in questione invece di scansioni dirette di alta qualità: un altro espediente ricorrente dei lunacomplottisti.

La Figura 5.14-4 mostra una scansione diretta dell’immagine originale messa in dubbio da Percy è la fotografia AS16-107-17446, realizzata durante la missione Apollo 16. Il dettaglio apparentemente anomalo è indicato dalla freccia ed è mostrato ingrandito a destra: la crocetta che sarebbe mancante secondo Percy è invece ben presente, anche se affievolita.

Figura 5.14-4. Foto AS16-107-17446 e dettaglio.


La Figura 5-14.5 è invece una scansione di alta qualità della fotografia AS11-40-5931, riferita alla missione Apollo 11, che mostrerebbe un’altra crocetta mancante. Qui si vede che in realtà la crocetta non manca affatto ma è semplicemente attenuata quando si trova davanti a un fondo bianco.

Figura 5.14-5. Foto AS11-40-5931 e dettaglio.


In altre parole, non c’è nulla di anomalo nelle crocette di riferimento presenti nelle fotografie lunari. Anzi, si comportano esattamente nel modo previsto dalle leggi ottiche che governano la fotografia e quindi non sono affatto una prova di manipolazione.