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1.8 Esplorazioni lunari post-Apollo

Dopo le visite degli astronauti statunitensi la Luna è stata oggetto di numerose altre esplorazioni di vari paesi, ma soltanto da parte di veicoli senza equipaggio.

Fra il 1970 e il 1976 le sonde automatiche della serie Luna dell’Unione Sovietica vi atterrarono, ne riportarono sulla Terra piccoli campioni di roccia e ne percorsero la superficie per vari chilometri, conducendo analisi del terreno e trasmettendo a Terra migliaia di immagini.

Da allora Giappone, Stati Uniti, Europa, Cina e India hanno effettuato e tuttora effettuano dettagliate esplorazioni della Luna mediante sonde automatiche collocate in orbita intorno ad essa (Muses-A, Clementine, Lunar Prospector, Smart 1, Selene/Kàguya, Chang’e, Chandrayaan, Lunar Reconnaissance Orbiter) o sulla sua superficie (Chang’e 3).

Giappone, India e Stati Uniti hanno inoltre fatto precipitare intenzionalmente sulla Luna dei veicoli automatici (Selene/Kàguya, Chandrayaan, LCROSS), creando così crateri artificiali e sollevando nubi di polvere in modo da poter analizzare a distanza le proprietà del suolo lunare.

Grazie all’enorme quantità di dati scientifici raccolta da queste sonde, oggi disponiamo di una cartografia altimetrica estremamente dettagliata dell’intera superficie lunare e ne conosciamo in buona parte la geologia. È in questo modo, per esempio, che si è scoperto che c’è acqua sulla Luna, diversamente da quanto si riteneva in precedenza.

L’esplorazione della Luna continua: per i prossimi anni sono previste varie missioni nazionali e private con veicoli robotici in grado di allunare e di spostarsi sulla superficie. Ma non ci sono piani concreti per un ritorno di astronauti sulla Luna.

Dopo le missioni lunari Apollo, la presenza umana nello spazio è stata assidua, con frequenti voli russi, statunitensi e cinesi che hanno coinvolto astronauti di molti altri paesi e con veicoli sofisticati come gli Space Shuttle statunitensi. Passando dalla competizione alla cooperazione, Russia, Stati Uniti, Canada, Europa e Giappone hanno effettuato missioni congiunte e costruito la Stazione Spaziale Internazionale, abitata ininterrottamente dal 2000 e orbitante intorno alla Terra a circa quattrocento chilometri di quota. Ma nessun essere umano si è spinto lontano dalla Terra quanto le missioni Apollo.

I sei sbarchi lunari umani del progetto Apollo, visti all’epoca come preludio a un’esplorazione spaziale sempre più ampia da parte di astronauti, oggi sembrano essere destinati a restare unici nel loro genere ancora a lungo: straordinari balzi in avanti la cui promessa è stata poi abbandonata.