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11.1 Come mai si vedono UFO nelle foto lunari?

IN BREVE: Perché molti ufologi non sanno riconoscere un riflesso interno di un obiettivo o un detrito del veicolo usato dagli astronauti.


IN DETTAGLIO: Alcuni appassionati di ufologia sostengono che le foto scattate sulla Luna dagli astronauti mostrino la presenza di veicoli alieni. Per esempio, Ufocasebook.com include, nella sezione The Best UFO Pictures Ever Taken (“Le migliori foto di UFO mai scattate”), tre fotografie della missione Apollo 16 (Figura 11.1-1).

Figura 11.1-1. Alcuni presunti UFO nelle foto lunari, secondo Ufocasebook.com.


È forse il caso di ribadire che chi presenta queste fotografie afferma che furono realmente scattate sulla Luna e quindi si mette in netta contrapposizione con il lunacomplottismo “classico” di chi invece nega gli sbarchi lunari.

Gli “UFO“ visibili in queste fotografie e in molte altre delle missioni Apollo non sono dischi volanti che la NASA ha disinvoltamente lasciato nelle fotografie sperando che nessuno se ne accorgesse. Sono semplici riflessi del Sole all’interno dell’obiettivo della fotocamera: in gergo si chiamano lens flare e sono un fenomeno che si verifica anche sulla Terra, anche se di solito lo si nota meno perché sul nostro pianeta il cielo, quando c’è fuori il sole, è molto luminoso, mentre sulla Luna è nero e quindi contrasta maggiormente con il chiarore del riflesso interno.

Le foto in questione sono, dall’alto in basso, la AS16-114-18423, la AS16-114-18422 e la AS16-109-17804, tutte provenienti dalla missione Apollo 16. Più precisamente, sono porzioni di queste immagini, stranamente ritagliate in modo da non mostrare un dettaglio importante.

Infatti andando a recuperare le scansioni integrali di alta qualità di queste immagini si scopre che nelle foto originali gli “UFO” sono in realtà due per ciascuna foto e sono sempre allineati in direzione del Sole, la cui posizione nel cielo è indicata dalla direzione prospettica delle ombre. Questi sono sintomi classici di un lens flare.

Nella terza fotografia, in particolare, il fenomeno sarebbe inequivocabile se qualcuno non avesse ritagliato la porzione superiore dell’immagine. Si vedrebbe infatti che il secondo “UFO” è addirittura davanti al parasole del casco dell’astronauta (Figura 11.1-2).


Figura 11.1-2. Dettaglio della foto AS16-109-17804 che include la parte tagliata nella versione mostrata da Ufocasebook.com. In alto si nota il parasole alzato sul casco dell’astronauta e, sovrapposto al parasole stesso, un altro “UFO”.


È abbastanza difficile credere che questi ritagli provvidenziali siano soltanto frutto del caso o che i veicoli utilizzati dagli alieni per le loro escursioni lunari siano grandi come tafani.

Gli archivi fotografici delle missioni Apollo contengono decine di immagini afflitte da lens flare. Nelle foto a colori, come quelle mostrate in Figura 11.1-3, si nota anche l’effetto arcobaleno prodotto dalla differente rifrazione dei colori all’interno dell’obiettivo: ulteriore conferma che si tratta di un effetto o difetto fotografico e non dell’immagine di un oggetto reale.

Figura 11.1-3. Dei lens flare nelle foto AS11-40-5872 e 5873 della missione Apollo 11.


Non tutti gli “UFO” visibili nelle foto lunari sono effetti fotografici. Alcuni sono oggetti reali, che però per l’occhio del profano sono di difficile interpretazione, specialmente se non se ne conosce il contesto: per esempio, spesso si tratta di parti del veicolo sganciate dopo l’uso o di schegge di rivestimento che si sono staccate dal veicolo e lo seguono per inerzia.

Il distacco di frammenti era molto frequente. La Figura 11.1-4 mostra lo stadio S-IVB dell’Apollo 8 dopo la sua separazione dal Modulo di Comando e Servizio: si nota lo sciame di frammenti che lo circondano.


Figura 11.1-4. Il terzo stadio dell’Apollo 8. Foto NASA AS08-16-2583.


La Figura 11.1-5 mostra invece un pezzo di rivestimento di Mylar staccatosi dal Modulo di Comando dell’Apollo 10 e fluttuante all’esterno del veicolo. L’astronauta John Young stimò che misurasse una cinquantina di centimetri.


Figura 11.1-5. Foto NASA AS10-28-3988 (Apollo 10).


Senza sapere di cosa si tratta e senza alcun riferimento di distanza, una fotografia del genere può fare la felicità di molti ufologi: infatti questa è una delle immagini più ricorrenti fra gli appassionati del settore. Ma la consultazione dell’archivio completo delle immagini originali ad alta risoluzione permette di scoprire che esistono almeno altre due foto (AS10-28-3989 e 3990) che mostrano lo stesso frammento in altre fasi della sua lenta rotazione su se stesso. Se combinate per creare una fotografia stereoscopica, permettono di capire chiaramente che si tratta di un oggetto piccolo e vicino a chi guarda.