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16.2.19 Skylab


Figura 16.2.19-1. Lo Skylab visto dall’equipaggio della missione Skylab 2, dopo le riparazioni effettuate (NASA).


Tre missioni Apollo, lanciate fra il 1973 e il 1974, volarono usando moduli di comando e servizio Apollo e vettori Saturn IB per raggiungere Skylab, la prima stazione spaziale statunitense, orbitante intorno alla Terra, ricavata da uno stadio S-IVB e lanciata senza equipaggio da un Saturn V il 14 maggio 1973 nella missione Skylab 1.

Questi voli stabilirono record di durata progressivi per gli equipaggi, ciascuno composto da tre astronauti:

  • Skylab 2 (25/5/1973-22/6/1973, 28 giorni): Pete Conrad, Paul Weitz, Joe Kerwin.
  • Skylab 3 (28/7/1973-25/9/1973, 59 giorni): Alan Bean, Jack Lousma, Owen Garriott.
  • Skylab 4 (16/11/1973-8/2/1974, 84 giorni): Gerald Carr, William Pogue, Ed Gibson.

Il laboratorio spaziale subì danni ingenti durante il decollo, perdendo uno dei suoi pannelli solari. Le temperature a bordo salirono a oltre 50 gradi e fu necessario rinviare il lancio del primo equipaggio mentre la NASA preparava procedure d’emergenza per salvare la stazione.

Conrad, Weitz e Kerwin riuscirono a riparare Skylab con una serie di rischiose attività extraveicolari e portarono a termine vari esperimenti. Gli equipaggi successivi ampliarono la raccolta di dati scientifici riguardanti la Terra, il Sole e lo spazio.

L’equipaggio dell’ultima missione, Skylab 4, stabilì il nuovo record mondiale di permanenza continuativa nello spazio, restandovi per 84 giorni. Questo primato restò imbattuto fino al 1978, quando la missione sovietica Salyut 6 durò 96 giorni. Secondo la stampa dell’epoca, Carr, Pogue e Gibson furono anche protagonisti del primo “sciopero spaziale”,  quando ebbero un teso confronto verbale via radio con il Controllo Missione a causa del carico di lavoro eccessivo.